Spensieratezza dove sei finita?

Spensieratezza dove sei finita?

Ci risiamo. Sembra ieri, oppure sembra un secolo, non lo so, ma siamo di nuovo a Natale. Libreria aperta,
praticamente sempre, anzi quest’anno un po’ di più perché “tanto la gente resta a Torino, quindi meglio
tenere aperto”. Il marito a casa che più o meno ti odia perché deve tenere i bambini (quest’anno neanche
un’ora dai nonni li si può sbolognare) e i bambini che ti trattano da madre degenere perché il sabato e la
domenica li abbandoni a trascorrere non si sa come, giornate grigie, noiose e fredde. Te ne freghi. Scappi
e corri in libreria. È il momento dell’anno più divertente, dove c’è la gara alla vendita del libro più
improbabile, dove compaiono persone completamente inaspettate o che ti fanno domande assurde ma,
anche per quelle, hai il libro adatto. Nei meandri, negli scaffali più remoti c’è la risposta a
qualunque esigenza o curiosità.
La cosa bella del periodo natalizio è anche sempre stata il fatto di passare tante ore insieme in libreria,
Elena, io e spesso, soprattutto negli ultimi giorni prima del 24, quando la situazione diventa frenetica,
Anna, la nostra amica, insegnante, consulente… un giorno magari vi parlo bene di Anna.
Dicevo, in queste giornate si intrecciano le risate per una figuraccia fatta, o per aver tentato di tagliare la
carta da pacchi con la mano sinistra perchè con la destra rispondevi al telefono, la ricetta della trota in
pelliccia o della minestra di Natale, la rincorsa al fatturato record rispetto all’anno prima.
Quest’anno ammetto che non c’è la stessa spensieratezza. Il fatturato lo stiamo facendo e ieri Elena mi
confessava che quasi quasi preferiva questa nuova situazione in cui le persone non si possono attardare
delle ore fra i tavoli per scegliere il libro più appropriato, ma acquistano alla rinfusa quello che trovano
per lasciare posto a cliente che aspetta fuori dalla porta: nessuna fatica massima resa!!!
Però sotto sotto, nel cuore, hai un po’ di ansia, di vedere troppe persone, di dimenticare di dire a qualcuno
di mettersi il gel, di non sanificare abbastanza… la spensieratezza. Questo è quello che quest’anno
abbiamo perso e che stiamo inseguendo riempiendo i tavoli di libri sempre più belli per tentare di passare
un Natale come quelli precedenti. Ahimè non lo sarà. E noi tutti siamo un briciolo più vecchi, più
consapevoli, più saggi di quanto fossimo un anno fa: meno spensierati. L’augurio è che nel 2021, presto o
tardi, la spensieratezza, la leggerezza nel vivere certi momenti torni a far parte delle nostre vite.

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